L’astrofisico salernitano Wladimiro Leone nel progetto Hermes

Un importante lavoro che vede impegnata la comunità scientifica internazionale

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Ai lettori di RTAlive il nome di Wladimiro Leone è legato alla previsioni matematiche sull’andamento della Covid 19, e il suo lavoro ha maturato sia nel breve sia nel lungo periodo riscontri in cui pochi credevano.

Ora, nel suo campo di lavoro, l’astrofisico salernitano riscuote importanti nuovi traguardi.

IL PROGETTO HERMES
Al successo della missione Hermes del programma dall’agenzia spaziale italiana lavora anche Leone. Una missione che vanta un vasto consorzio internazionale con la partecipazione di diversi enti. Il Mission Operation Center di Hermes è gestito dall’azienda di Altec Torino, mentre lo Scientific Operation Center è presso lo Space Science Data Center dell’Asi.

Tutte le operazioni del satellite saranno supportate dalle stazioni a terra: una si trova a Spino d’Adda, in Italia, mentre l’altra a Katherine, nel nord del continente Australiano. L’Italia si conferma un paese leader del settore, infatti tutto il carico utile del satellite è stato sviluppato interamente sul territorio nazionale.
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Alle 07:39 di sabato 15 marzo i sei nano satelliti Hermes sono stati lanciati dal trasporter 13 di Space-X dalla base italiana della Vandenberg Space Force in California. Il lanciatore una volta arrivato in orbita, ha rilasciato i nano satelliti dopo circa un’ora dal lancio. La costellazione di nano-satelliti è un passo in avanti verso l’innovativa scienza della “architettura distribuita” secondo la quale più satelliti lavorano in sintonia come un grande unico satellite di dimensioni fino a 14mila chilometri.
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SCOPO DELLA MISSIONE
Lo scopo della missione è di osservare gli eventi più esplosivi e luminosi dell’universo che possono essere generati anche da stelle di neutroni che collidono.progetto-hermes-astrofisica-rtalive

«Il mio compito è di localizzare questi eventi per confermare o meno l’associazione delle esplosioni stellari alle onde gravitazionali – afferma L’astrofisico salernitano -. La mia storia inizia all’università di Trieste dove ho conseguito la laurea magistrale in astrofisica e cosmologia sotto la guida di Fabrizio Fiore, responsabile scientifico della missione.

Attualmente sto svolgendo il terzo e ultimo anno di dottorato presso l’università di Palermo sotto la supervisione di Luciano Burberi e Tiziana di Salvo, principali investigatori scientifici della missione. In realtà un settimo strumento Hermes è già in orbita a bordo del satellite Spirit dell’università di Melbourne, dove ho svolto un periodo di ricerca legato alla missione».

Hermes si lancia nella nuova era dell’astrofisica multimessaggera e delle onde gravitazionali. I nano satelliti hanno dimensioni 10 x 10 x 30 cm ed orbiteranno attorno alla terra ad un altitudine di 500 chilometri. Adesso resta solo da attendere che il sistema Ion che attualmente ospita i satelliti, li rilascia in orbita, uno al giorno.

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