Sant’Egidio, bucati i pneumatici di 15 auto durante la presentazione di un libro

I barbari in azione in via Petruro, la strada a poca distanza dalla chiesa della Madonna delle grazie

Incivili in azione durante la presentazione di un libro enogastronomico, ieri sera in via Petruro a Sant Egidio del Monte Albino. Ben 15 le auto che si sono ritrovate da due a quattro pneumatici forati con un punteruolo. C’è chi ha fatto notte inoltrata per poter ripartire. In tanti avevamo partecipato all’evento, provenendo da diversi comuni della provincia. Probabilmente, i barbari non hanno agito contro la manifestazione in sé ma per problemi di parcheggio, dato l’afflusso delle persone.

Il post della collega Susy Pepe che racconta l’accaduto: “Le ruote di 15 auto bucate, sono tante. Resta l’amaro di dover dire che per la prima volta in 22 anni, durante i quali ho scritto di qualsiasi cosa buona o meno che accadesse nel paese, Sant’Egidio non mi ha accolta in maniera civile, educata e rispettosa, ma non per questo verrà meno il mio rispetto per la Città e le sue forze positive. Se scrivo, è perché ho un messaggio da lanciare: se ieri sera eravamo a Palazzo Ferrajoli della Cappella a presentare un libro, se stasera e domani sera saremo di nuovo là, è perché crediamo al potere delle parole, io per prima. Crediamo che con parole positive accompagnate dal dialogo e dal confronto, e seguite da fatti da esse ispirati, si possa costruire qualcosa di meglio. Come facciamo da anni portando a Sant’Egidio, in maniera del tutto gratuita, scrittori locali, nazionali e internazionali che dialogano con le persone. Ieri sera bastava parlare”.

“Bastava raggiungerci a 200 metri, c’erano fari e fiaccole visibili sin dalla strada a segnalare l’evento, bastava chiedere, bastava far presente il proprio disagio, avremmo capito e spostato le auto anche se erano su una pubblica strada senza divieti di sosta. In molti avrebbero chiesto persino scusa arrivando di corsa. Meno impegnativo di prendere un punteruolo e fare 3/4 buchi a una quarantina di pneumatici. Probabilmente, chi ha agito non sapeva che questa volta poteva semplicemente chiedere e risolvere senza tutto questo malanimo. E allora faccio un invito: vieni o venite a vedere cosa facciamo al patio nel giardino di Palazzo Ferrajoli. Ci confrontiamo, parliamo, scopriamo nuove cose. Apertamente e pacificamente. Vieni, venite, partecipate ad un confronto sereno che coinvolge tutti, dagli autori al pubblico. Così per il futuro sapremo che quando c’è un disagio potremo parlarne assieme e risolverlo in maniera costruttiva”.

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