I dati aggiornati a stasera delle due tragedie che scuotono il mondo intero, seppur per motivi diversi. Oggi oltre 400 mila infetti in un giorno, nuovo record del primo maggio
Ormai il calcolo giornaliero dei morti da Covid sembrano aver anestetizzato l’opinione pubblica ma le immagini choc che arrivano dall’India di vaste distese per bruciare i corpi e la tragedia in Israele con almeno 45 morti lasciano sgomenti.
INDIA
L’India ha stabilito un nuovo record di contagi il primo maggio: oggi per la prima volta superata la soglia dei 400mila nuovi casi in un giorno (401.933, con progressione del +3,5% rispetto a quello del giorno prima). Il ministero della Salute del Paese ha segnalato anche 3.498 nuovi morti per Covid-19, portando il totale a 208.330. Gli esperti ritengono che entrambe le cifre siano sottostime, ma non è chiaro di quanto. Intanto un appello online, firmato da oltre 350 scienziati, chiede al governo di rilasciare dati sul sequenziamento delle varianti del virus, sui test, sui pazienti guariti e su come le persone hanno risposto ai vaccini. L’India ha stabilito un record mondiale giornaliero per più di una settimana con una media di quasi 350mila infezioni. Le morti quotidiane sono quasi triplicate nelle ultime tre settimane, riflettendo l’intensità dell’ultima ondata. I casi dall’inizio della pandemia sono 19.164.969, seconda solo agli Stati Uniti. A livello globale, le morti totali sono al quarto posto. Colpiscono le foto di morti bruciate su vaste distese in India: immagini che non hanno bisogno di commenti.
IL PICCO IN INDIA
I casi giornalieri di coronavirus in India potrebbero raggiungere il picco tra il 3 e il 5 maggio, secondo un modello matematico elaborato da un team di scienziati consulenti del governo indiano, di cui dà notizia la Reuters sul proprio sito. «La nostra convinzione è che entro la prossima settimana, i nuovi casi quotidiani a livello nazionale avranno raggiunto il picco”, ha detto M. Vidyasagar, capo del team nominato dal governo per elaborare modelli sulla traiettoria delle infezioni. A inizio mese il gruppo aveva previsto che il picco sarebbe stato tra il 5 e il 10 maggio.
STRAGE IN ISRAELE
Il venerdì nero per Israele con (almeno) 45 ebrei ultraortodossi rimasti uccisi e oltre 150 feriti, molti in modo grave, nella tragedia del Monte Meron. E tra i morti (dopo il tramonto oggi si sono svolti i funerali) ci sono almeno 10 bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni. Questi i primi dati parziali sull’identificazioni che proseguono. Fra le persone rimaste uccise ci sono anche quattro cittadini Usa, un canadese e un uomo dell’Argentina. Due famiglie hanno perso due bambini ciascuna. La vittima più giovane aveva 9 anni. Restano in ospedale 16 persone, di cui tre in condizioni gravi.
Dopo le chiusure per la pandemia di Covid e la riapertura grazie ai vaccini, quella delle scorse ore era la prima grande manifestazione pubblica in Israele. Decine di migliaia di fedeli erano riuniti, in occasione della Lag BaOmer, festività celebrata sul sito della tomba del rabbino Shimon Bar Yochai, un saggio talmudico del secondo secolo, in occasione dell’anniversario della morte. Il cedimento di una tribuna ha scatenato il fuggi fuggi tra la folla di pellegrini accalcati e impegnati nei tradizionali balli. Le persone hanno cercato la salvezza passando per uno stretto corridoio, ammassandosi le une sulle altre e schiacciando chi cadeva. Ed è stata una tragedia, la peggiore di Israele in tempo di pace. Almeno 45 le vittime – tra cui giovani e giovanissimi – diverse ancora senza identità; alcune decine sono i dispersi.
Il premier Benjamin Netanyahu ha parlato di “un terribile disastro”, promettendo una “indagine seria e approfondita per assicurare che non si ripeta”. Per domenica è stato dichiarato il lutto nazionale, e le bandiere sventoleranno a mezz’asta su edifici pubblici e basi militari in tutto il Paese. Il leader del Likud, accompagnato sul posto dal ministro della Pubblica Sicurezza Amir Ohana, è stato contestato da alcuni presenti.
foto AGI-FATTO QUOTIDIANO
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