La fermata dell’Alta velocità nell’Agro arriva sul tavolo di discussione… dopo anni

Ad annunciarlo il consigliere regionale Luca Cascone, compresa la possibilità di una seconda stazione a Salerno e quella del potenziamento della linea per Battipaglia e altre soluzione

All’incontro con Rfi a Roma alla quale hanno partecipato il parlamentare Piero De Luca, il consigliere regionale Luca Cascone e il sindaco di Salerno, Enzo Napoli, tutti esponenti del Partito democratico. Un incontro nato sull’onda della proteste che arrivavano da più parti della provincia, anche se a far sentire più forte la voce è stata Salerno città e quello con partenza più lenta è stata l’Agro nocerino, che alla fine si è manifestata, forse anche dopo un articolo frustata di RTAlive che ricordava come all’uscita della A30 di Nocera Pagani era possibile e strategica, più che in ogni altra parte del Salernitano. Secondo alcune indiscrezioni a porre il problema di una stazione nell’Agro oltre il problema di Salerno città sia stato proprio Cascone che da presidente della commissione trasporti alla Regione ha presente il quadro d’insieme.

In un suo post su Facebook, Cascone scrive: «Per far comprendere la complessità della situazione, nelle more che il progetto sia effettivamente sviluppato, ad oggi sul tavolo sono stati messi i più disparati temi da risolvere (che provo sinteticamente a riepilogare):
– individuazione o meno di una stazione nel territorio dell’agro;
– individuazione o meno di una seconda stazione nel territorio di Salerno;
– potenziamento o meno della tratta da Salerno a Battipaglia per restituire a quest’ultima città la centralità nel progetto AV;
– utilizzare il tracciato che attraverso la ormai “famosa” variante di Ogliastro;
– utilizzare il tracciato più a monte nel vallo di Diano;
– la valorizzazione delle infrastrutture di collegamento per gli eventuali nuovi hub che si verranno a creare;
– la valorizzazione delle infrastrutture di collegamento per i territori in cui gli hub non verranno realizzati;
– varie ed eventuali». Almeno c’è un impegno a discuterne, nel deserto dei rappresentanti di altri partiti, spesso difensori solo delle loro zone di origine, lontani da un’idea complessiva o assenti dal tema assunto. «I temi dei Sindaci del Cilento, come quelli di Salerno o Baronissi, come le domande di Torquato o dei candidati in campo a Battipaglia sono tutte questioni meritevoli di attenzione e sostegno, e quando verranno presentate le scelte da parte della società RFI avremo, con tutti i soggetti che saranno coinvolti, il dovere di discuterne fino in fondo – scrive Cascone -. Io nel mio piccolo, per quel poco che mi “autorizzeranno” a partecipare, continuerò a rappresentare correttamente tutte le posizioni in campo a difesa del territorio provinciale senza valutazioni preconcette, ma con il difetto inossidabile di parlare con sincerità pragmatica».

IL MEA CULPA
Il consigliere regionale ammette un errore: «…Pur conoscendo la fase PREMATURA in cui ci troviamo rispetto allo studio e alle scelte del tracciato abbia espresso – a domanda – un parere sul tracciato rappresentato motivando -a mio avviso – le valutazioni che potevamo sottostare alla scelta. Ed in questo modo mi sono ritrovato involontariamente, a discutere “con polemica” di un tracciato specifico come se fosse quello definitivo, catapultato in una campagna elettorale permanente. Ho sbagliato, e lo ammetto, alla luce di un passaggio -per quanto ufficiale- che non riguarda il trasferimento formale del progetto corredato dalle idee di tracciato e/o dalle valutazioni effettuate (così detto studio costi/benefici) per definire le priorità e le scelte, avrei dovuto limitarmi a dire che non era il caso di parlarne». Insomma, alla fine si tratta di un’ipotesi che è in fase prematura. In effetti è vero, lo studio presentato da Rfi è proposta e non una decisione.

LA NECESSITA’ DI CORRERE
Se è vero che il posizionamento delle stazioni e i tracciati sono al centro di una discussione che è solo all’inizio, va anche ricordato che in questi mesi c’è la corsa contro il tempo per presentare progetti da far finanziare con il Recovery fund e la necessità di procedere con il corridoio Berlino-Palermo. C’è bisogno, quindi, di discutere velocemente, sennò si potrà fare poco per cambiare i progetti. Un’idea alternativa e suffragato da un dibattito anche tra tecnici c’è, almeno per l’area Nord, presentata dal 2013, ed è quella della stazione di Nocera-Pagani e che è una soluzione pronta e la migliore anche per chi abita a Salerno, ma bisogna conoscerla. La preoccupazione è la possibilità che questa proposta sia osteggiata perché a Salerno non si vuole accettare una stazione in provincia anziché in città: un agire paesano. A questo punto, la stazione di Nocera-Pagani potrebbe essere chiamata di Salerno/Pompei, come è stato fatto per l’aeroporto di Salerno/Costa d’Amalfi che si trova altrove, nella Piana del Sele. Se è necessario soddisfare l’orgoglio paesano di qualcuno, va bene chiamare la nuova stazione dell’Alta velocità anche Salerno/Pompei, basta che si faccia un progetto serio e utile per i trasporti di una delle aree più popolose.

Per completezza, il post completo del consigliere regionale Luca Cascone:
«Nuovo collegamento AV/AC Salerno-Reggio Calabria Da giorni ci ritroviamo a discutere –in stile da “processo alle intenzioni”- della futura tratta ferroviaria dell’Alta Velocità, per ora presentato solo in Commissione in Parlamento nel corso della nomina del Commissario. Avrei molto da dire su modi, forme e motivazioni di un dibattito utilizzato -a mio avviso- soprattutto per ottenere qualche like sui social e qualche comparsata in TV; ritengo molto più apprezzabile il profilo corretto ed istituzionale che stanno usando le amministrazioni locali che chiedono spiegazioni e motivazioni di alcune scelte (che in realtà ancora non ci sono, almeno ufficialmente) perché cercano LEGITTIMAMENTE di porre il proprio territorio al centro di scelte infrastrutturali decisive per il rilancio della nostra provincia. Anzitutto trovo utile ricordare che al centro dell’idea progettuale abbiamo la riduzione del tempo di percorrenza tra Reggio Calabria e Roma ed il potenziamento dei servizi AC per il collegamento delle merci. Per far comprendere la complessità della situazione, nelle more che il progetto sia effettivamente sviluppato, ad oggi sul tavolo sono stati messi i più disparati temi da risolvere (che provo sinteticamente a riepilogare):
– individuazione o meno di una stazione nel territorio dell’agro;
– individuazione o meno di una seconda stazione nel territorio di Salerno;
– potenziamento o meno della tratta da Salerno a Battipaglia per restituire a quest’ultima città la centralità nel progetto AV;
– utilizzare il tracciato che attraverso la ormai “famosa” variante di Ogliastro;
– utilizzare il tracciato più a monte nel vallo di Diano;
– la valorizzazione delle infrastrutture di collegamento per gli eventuali nuovi hub che si verranno a creare;
– la valorizzazione delle infrastrutture di collegamento per i territori in cui gli hub non verranno realizzati;
– varie ed eventuali.

È evidente, purtroppo, che dal tema qualcuno voglia dare libero sfogo a tanti problemi irrisolti, così come è altrettanto evidente che io ho commesso un errore enorme: pur conoscendo la fase PREMATURA in cui ci troviamo rispetto allo studio e alle scelte del tracciato abbia espresso – a domanda – un parere sul tracciato rappresentato motivando -a mio avviso – le valutazioni che potevamo sottostare alla scelta. Ed in questo modo mi sono ritrovato involontariamente, a discutere “con polemica” di un tracciato specifico come se fosse quello definitivo, catapultato in una campagna elettorale permanente. Ho sbagliato, e lo ammetto, alla luce di un passaggio -per quanto ufficiale- che non riguarda il trasferimento formale del progetto corredato dalle idee di tracciato e/o dalle valutazioni effettuate (così detto studio costi/benefici) per definire le priorità e le scelte, avrei dovuto limitarmi a dire che non era il caso di parlarne. I temi dei Sindaci del Cilento, come quelli di Salerno o Baronissi, come le domande di Torquato o dei candidati in campo a Battipaglia sono tutte questioni meritevoli di attenzione e sostegno, e quando verranno presentate le scelte da parte della società RFI avremo, con tutti i soggetti che saranno coinvolti, il dovere di discuterne fino in fondo. Io nel mio piccolo, per quel poco che mi “autorizzeranno” a partecipare, continuerò a rappresentare correttamente tutte le posizioni in campo a difesa del territorio provinciale senza valutazioni preconcette, ma con il difetto inossidabile di parlare con sincerità pragmatica. Ed anche sulle polemiche di questi giorni, sull’acredine immotivata, sul tentativo di individuare nemici per intestarsi battaglie, sulla capacità di essere in ogni momento l’eroe dei due mondi(regioni) e buono per tutte le stagioni, quelle di lotta e quelle di governo, mi trovo costretto – un’altra volta – a riconoscere i miei errori perché non ho saputo fare mia la nobile arte del silenzio. Per tutte le altre discussioni di merito, di prospettiva, di opportunità, di trasporto sono -e sarò- sempre a disposizione di chiunque me lo chiederà, possibilmente con educazione».

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