Inviati 150 ricorsi. Sotto accusa la depurazione
Protesta dei cittadini di Castel San Giorgio sull’aumento delle bollette Gori. Il comitato per l’acqua pubblica sangiorgese ha inoltrato al gestore del servizio idrico integrato 150 istanze. Si tratta di ricorsi relativi agli aumenti in bolletta indirizzati alla Gori, nonché all’Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente). La situazione è ormai intollerabile per gli utenti che, rispetto alla problematica, non hanno scelte, se non quella si presentare un ricorso. A parlarne – come riportato da Il Quotidiano del Sud – il presidente del comitato acqua pubblica di Castel San Giorgio, Ferdinando Pellegrino: “Abbiamo aumenti di bollette tra i 700 e gli 800 euro. Purtroppo, la politica non risolve il problema e quando succede questo, nascono i comitati che fanno fronte alle richieste dei cittadini”. Una amara considerazione, quella di Pellegrino sulla mancanza di risposte da parte della politica, che viene sostituita con la creazione dei comitati. “Noi del comitato siamo un cuscinetto tra le istituzioni e gli utenti. Il nostro è un supporto necessario, senza il quale, i cittadini non avrebbero modo di risolvere i loro problemi”, ha sottolineato il presidente del comitato. Non è la prima volta che la vicenda caro bollette coinvolge il comune di Castel San Giorgio. Recentemente, l’avvocato Salvatore De Simone, ha inoltrato anch’egli un centinaio di ricorsi, sempre in merito agli aumenti pervenuti ai cittadini.
Gli attuali ricorsi del comitato, inviati tramite raccomandata, hanno un comune denominatore, ha spiegato Pellegrino: “Pesa in ogni bolletta la depurazione. Non si riesce a capire perché i cittadini dovrebbero pagare questa voce. Cosa viene depurato e dove, se alcune zone della città sono ancora senza fogne”. È questo il punto su cui si sta battendo il comitato dell’acqua pubblica di Castel San Giorgio e rispetto al quale sono partite delle petizioni. Ma la situazione è ancora più complessa. “Sono diverse le famiglie che stanno ricevendo i solleciti di pagamento. – ha raccontato il presidente – Nonostante gli aumenti, non spiegabili, la Gori chiede continuamente di saldare le bollette”. La questione sta diventando molto rovente: essere bersagliati in modo continuo, con bollette esose e solleciti susseguenti, colpisce non solo le tasche, ma anche lo stato psicologico dei cittadini. È questo il clima – ha ricordato Pellegrino – che si vive a Castel San Giorgio a causa del caro bollette. “Basti pensare che la Gori, sulla depurazione, sta chiedendo gli arretrati del 2017. Una cosa che non riusciamo a spiegarci, che è stato un ulteriore motivo per da inserire nei ricorsi”, ha concluso il presidente del comitato acqua pubblica sangiorgese. Il comitato ora attende che le pratiche vengano visionate e che ci sia una risposta, sia da parte del gestore del servizio idrico integrato e sia da parte di Arera.
gc
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