Si chiama Carmine Oricchio, arriva dall’ospedale di Polla, è originario di Vallo della Lucania e da pochi giorni dirige l’Unità operativa complessa di Immunoematologia e medicina trasfusionale dell’Umberto I, reparto delicato e strategico, dal quale dipendono la medicina d’urgenza e la chirurgia generale, ma anche l’oncoematologia.
Senza sangue un ospedale non può operare, questo Oricchio lo sa bene e allora appena arrivato a Nocera Inferiore si è subito attivato per dare un impulso maggiore al reparto ma soprattutto alla cultura delle donazioni perché, sue testuali parole “ Qui non c’è mai stata una sensibilizzazione fatta bene”. Per “sensibilizzazione fatta bene” il neo responsabile intende la costituzione di una vera e propria rete composta da istitituzioni locali, scuole, imprenditori, associazioni, per favorire un maggior interscambio socio culturale e solidale in un territorio, qual’è l’Agro Nocerino Sarnese grande ma anche generoso. Ieri mattina Oricchio ha già incontrato il sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato e continuerà con tutti gli altri primi cittadini del comprensorio affinché comprendano l’importanza della tematica e possano dare il proprio contributo.
Il responsabile del servizio di medicina trasfusionale ha anche voluto accendere i riflettori su di un aspetto del quale si parla poco e che danneggerebbe la gestione di un servizio tanto delicato ed importante per la salvaguardia di vite umane. “Il territorio da oggi sarà controllato con maggior oculatezza – ha affermato Carmine Oricchio – e soprattutto sarà tutelato dall’ingresso di associazioni che nulla hanno a che vedere con l’ospedale nocerino.Dirò di più – ha aggiunto il medico di Vallo della Lucania – il sangue del territorio deve rimanere nel territorio, questa sarà una delle battaglie da fare.Questa non deve essere terra di nessuno perché i donatori devono rimanere sul territorio. Rivolgo un appello alle Avis locali e alle associazioni del volontariato del sangue affinché si impegnino a salvaguardare questo importante e prezioso dono, di vitale importanza per il nostro ospedale ed il nostro territorio”.
Luisa Trezza
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