Ciampa di cavallo, il tappo di rifiuti è già tornato

Ciampa di cavallo, punto e a capo.

Come era stato ampiamente preannunciato da ambientalisti e residenti, il tappo di rifiuti che da anni si crea nell’alveo comune nocerino all’altezza della località denominata “ciampa di cavallo” a San Marzano sul Sarno, è tornato a formarsi e, con il passare dei giorni, continuerà di sicuro ad implementare il suo carico di rifiuti. A nulla,dunque, sarebbe valso l’intervento dello scorso 3 ottobre della Regione Campania che, in somma urgenza, aveva dato mandato al Consorzio di bonifica Integrale del Comprensorio Sarno di procedere alle operazioni di rimozione delle tonnellate di rifiuti che si erano incastrate sotto il ponticello che da via Marconi nel comune di San Marzano sul Sarno conduce alla frazione Orta Loreto di Angri. Grande la delusione ma anche la rabbia dei residenti che ad ottobre avevano preannunciato che in poche settimane, in assenza di lavori a monte, lo scempio ambientale sarebbe tornato. Ieri mattina a documentare il ritorno del tappo di rifiuti una sentinella del fiume Sarno, una nuova figura di volontario in formazione proprio in queste settimane grazie ad un corso promosso dall’associazione Nuove Prospettive.

Negli ultimi due anni sono stati spesi circa 200 mila euro per rimuovere i rifiuti che le acque trascinano e ammassano nei pressi della ciampa di cavallo. Rifiuti che, a causa dell’innalzamento del letto del canale, dovuto al sedime che vi si è accumulato nel corso degli anni ma anche per via della scarsa altezza del ponticello che lo attraversa, restano letteralmente incastrati, creando il famoso tappo. Se così non fosse, però, quelle tonnellate di rifiuti arriverebbero direttamente a mare. Intanto, se le cose resteranno così, si continuerà ad intervenire con la somma urgenza, eliminando ogni volta gli effetti ma non le cause. Una delle soluzioni potrebbe essere l’installazione di griglie lungo il percorso dell’alveo comune che si forma a Nocera Inferiore, dove raccoglie le acque dei torrenti Solofrana e Cavaiola, e da qui arriva direttamente al mare tra Castellammare e Torre Annunziata,all’altezza dello scoglio di Rovigliano. In attesa di una soluzione definitiva, il fiume di plastica ha ripreso ad avanzare.

Luisa Trezza

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